
Sai che la mia introduzione al coding è stata a dir poco comica? Mio figlio e io, davanti allo schermo, tentavamo di capire se Python fosse un serpente o un robot! In questa guida condivido ciò che nessun manuale ti dice: programmi che abbiamo amato, errori che ci hanno fatto ridere (e a volte disperare!) e scelte che farei e rifarei. Il mondo dei linguaggi di programmazione non è solo per ‘cervelloni’, e con i giusti consigli anche una famiglia può trasformare il salotto in un laboratorio digitale. Pronti? Allacciate le cinture, si parte!
1. Dal Caos alla Curiosità: La Nostra Prima Linea di Codice (e Perché Non Dimenticarla Mai)
Quando si parla di introduzione al coding per ragazzi (e genitori!), la nostra storia inizia in modo tutt’altro che lineare. Ricordo ancora quel sabato pomeriggio: io e mio figlio, pieni di entusiasmo, pronti a conquistare il mondo della programmazione. Il piano era semplice: installare Scratch, il famoso ambiente di coding per ragazzi, e creare il nostro primo piccolo videogioco. Semplice, sì… almeno sulla carta.
Aneddoto: Tre Installazioni e un Pomodoro
Abbiamo installato Scratch. Poi, per qualche motivo misterioso, non funzionava. Disinstallato. Reinstallato. Ancora niente. Alla terza installazione, con il timer della pizza che suonava in cucina, finalmente la schermata colorata di Scratch è apparsa. In quel momento ho capito che il vero ostacolo non era il computer, ma le nostre aspettative: volevamo che tutto filasse liscio, ma la realtà del come iniziare a programmare è fatta di piccoli intoppi, risate e, sì, anche di un po’ di caos.
La Paura di Sbagliare: Il Primo Vero Bug
Il primo errore non è mai un errore del computer. È la paura di sbagliare. Da genitore, mi sono accorto che spesso siamo noi a trasmettere questa ansia ai nostri figli: “E se non funziona? E se non capiamo?” Ma il coding, soprattutto per i principianti, è un viaggio dove l’errore è una tappa obbligata.
” Gli errori sono ponti verso l’apprendimento.” — Linda Liukas
Questa frase mi ha aiutato a cambiare prospettiva. I linguaggi di programmazione per ragazzi come Scratch e Blockly sono pensati proprio per imparare sbagliando, sperimentando, cliccando senza paura.
Errori Comuni: I Messaggi Rossi Sono Amici
Durante le prime ore, abbiamo visto un messaggio di errore ogni cinque minuti. All’inizio sembrava frustrante, poi è diventato quasi un gioco: “Cosa ci dice adesso il computer?” Ho scoperto che il 62% dei ragazzi impara meglio sperimentando, anche grazie agli errori (fonte: GeekandJob). Ecco alcuni errori tipici che abbiamo incontrato:
- Blocchi fuori posto: Trascinare un blocco nel punto sbagliato e vedere il personaggio che non si muove come previsto.
- Ordinare male le istruzioni: Prima “salta”, poi “parla”, invece che il contrario… e la storia non ha senso!
- Dimenticare di salvare: Un classico. Ma anche questo insegna l’importanza della pazienza e dell’attenzione.
Ogni errore, anche quello più banale, è diventato un piccolo alleato: ci ha costretto a ragionare, a leggere insieme le istruzioni, a ridere dei nostri “crash”.
Coding in Famiglia: Una Pizza, Quattro Bug e Tante Risate
Quello che mi ha davvero stupito è stata la pazienza dei bambini davanti agli errori. Mentre io mi innervosivo per un bug, mio figlio si divertiva a trovare soluzioni alternative. Il coding ci ha insegnato a collaborare, a non arrenderci al primo ostacolo e a celebrare ogni piccolo successo. Un pomeriggio, una pizza e quattro bug risolti insieme: così il coding per ragazzi è diventato anche un modo per stare insieme e imparare l’uno dall’altro.
Consiglio Pratico: Documentate Tutto!
Un suggerimento che mi sento di dare a chi vuole iniziare: tenete un diario delle vostre avventure digitali. Annotate ogni errore buffo, ogni successo, ogni “crash” che vi ha fatto ridere o arrabbiare. Rileggere queste note dopo qualche mese vi farà sorridere e vi ricorderà quanto siete cresciuti insieme.
Scrivere codice insieme, anche solo con giochi semplici su Scratch o Blockly, è il modo migliore per imparare senza paura. Il primo giorno nessuno capisce nulla, ed è perfettamente nella norma. Gli errori di sintassi, i blocchi che non funzionano, le schermate che si bloccano: tutto questo fa parte del viaggio. E, credetemi, è un viaggio che vale la pena di iniziare.

2. I Linguaggi di Programmazione Più Amati (e Perché Un Nome Noioso Può Cambiare il Futuro)
Quando ho iniziato a esplorare il mondo del coding con mio figlio, mi sono subito scontrato con una domanda: quali sono i migliori linguaggi di programmazione per principianti? E, soprattutto, perché certi nomi sembrano così “noiosi” ma poi cambiano davvero il futuro dei ragazzi? In questa sezione voglio guidarvi tra i linguaggi di programmazione più usati e amati, spiegando perché alcuni sono perfetti per iniziare e altri, invece, vanno affrontati con calma.
Python: la superstar dei principianti
Se c’è un linguaggio che consiglio sempre ai genitori e ai ragazzi, è Python. Non solo perché è tra i migliori linguaggi programmazione 2025 secondo tutte le fonti autorevoli (Develer, Beehind), ma perché è davvero come giocare con i Lego:
“Python è come il Lego dei linguaggi di programmazione: ci costruisci ciò che vuoi.” — Guido van Rossum
La sintassi semplice permette di concentrarsi subito sulle idee, senza perdersi tra parentesi e punti e virgola. Python è usato per tutto: robotica, giochi, intelligenza artificiale, siti web. Ha una comunità enorme e tantissime risorse gratuite, quindi se vi bloccate, qualcuno ha già avuto il vostro stesso problema!
JavaScript: il mago del web
Se vostro figlio sogna di trasformare una pagina web in un laboratorio interattivo, JavaScript è il linguaggio perfetto. È il cuore pulsante di Internet: ogni sito moderno lo usa per animazioni, giochi, quiz e app. JavaScript è tra i linguaggi di programmazione più usati e, secondo le statistiche, sarà ancora tra i migliori linguaggi programmazione 2025.
- Creatività: permette di vedere subito il risultato di ciò che si scrive.
- Comunità giovane: tanti progetti open source e tutorial pensati per ragazzi.
- Versatilità: con poche righe di codice si possono creare giochi, app e siti.
Java: robusto e richiesto (ma con qualche “ma”)
Java è un nome che spaventa un po’, ma è tra i linguaggi di programmazione più richiesti dalle aziende, soprattutto per chi sogna una carriera nel digitale o di sviluppare app Android. È solido, affidabile e usato ovunque, ma la sua complessità iniziale può scoraggiare i più giovani. Spesso mi sono chiesto: “Ma sono pazzo a consigliarlo a chi inizia?”
- Pro: Ottimo per chi vuole lavorare in aziende internazionali o sviluppare app Android.
- Contro: La sintassi è più rigida e meno “amichevole” rispetto a Python.
Linguaggi visuali: Scratch e Blockly
Per i più piccoli (sotto i 12 anni), i linguaggi di programmazione per ragazzi migliori sono quelli block-based come Scratch e Blockly. Qui si impara la logica del coding giocando, trascinando blocchi colorati invece di scrivere codice. Sono il ponte ideale tra i giochi della scuola primaria e i veri progetti delle superiori.
- Scratch: Perfetto per creare storie animate e giochi.
- Blockly: Ottimo per capire la logica dietro i linguaggi testuali.
Digressione: C++ e Rust, i nomi che fanno paura
Quando si parla di innovazione, saltano sempre fuori nomi come C++ e Rust. Sono linguaggi potentissimi, usati per videogiochi, robotica avanzata e sistemi operativi. Ma, onestamente, sono più difficili e non li consiglio a chi parte da zero. Meglio lasciarli per quando si ha già un po’ di esperienza.
Perché il linguaggio “più usato” non è sempre il migliore per chi inizia
Spesso si pensa che il linguaggio di programmazione più usato sia anche il migliore per iniziare. In realtà, la scelta giusta dipende dall’età, dagli interessi e dagli obiettivi. Python, JavaScript e i linguaggi visuali sono perfetti per i primi passi, mentre Java, C++ e Rust sono ottimi per chi vuole approfondire e fare carriera nel digitale.
La chiave è partire da ciò che entusiasma, senza farsi spaventare dai nomi: anche il linguaggio più “noioso” può diventare la porta verso un futuro sorprendente!
3. Wild Card: Quando il Coding È una Gita (o un Flop Epocale)
Se c’è una cosa che ho imparato nel mio viaggio nel coding per ragazzi è che ogni esperienza è una sorpresa. A volte sembra di organizzare una gita: tutto fila liscio, si ride, si impara. Altre volte, invece, il coding si trasforma in un flop epocale, ma anche da lì si esce più forti e uniti. In questa sezione voglio raccontare come la dimensione ludica e la condivisione siano la vera chiave per motivare genitori e figli, e come anche gli insuccessi possano diventare storie indimenticabili.
Organizzare un mini-hackathon in casa: pizza, laptop e un timer… cosa potrà mai andare storto?
Uno dei miei consigli più sinceri per chi vuole avvicinarsi al coding per ragazzi è: rendetelo un gioco di squadra. L’anno scorso abbiamo organizzato due mini-hackathon in famiglia. Regole semplici: ognuno con il suo laptop, una pila di pizze sul tavolo, un timer impostato su due ore e un tema a sorpresa (il nostro preferito: “Costruiamo il nostro videogioco!”).
Risultato? Un mix di entusiasmo, confusione e risate. Abbiamo usato strumenti di programmazione per giovani come Scratch e MakeCode, perfetti per i principianti. Non tutto è andato come previsto: a volte il computer si blocca, il codice non funziona, la pizza finisce troppo presto. Ma proprio lì nasce la magia: si impara insieme, si condividono soluzioni e si scopre che il coding è anche collaborazione e creatività.
L’arte di imparare dal fallimento: il progetto del ‘gioco spaziale’ naufragato ma indimenticabile
Dei quattro progetti avviati nei primi mesi, uno è stato un vero flop: il nostro “gioco spaziale” si è arenato tra bug e crash. Ma sapete cosa? È stato il progetto di cui parliamo ancora oggi. Le risate per il razzo che invece di decollare si schiantava subito, le idee strampalate per “salvare” l’astronauta, la soddisfazione di vedere che, nonostante tutto, avevamo imparato qualcosa di nuovo.
Come dice Alessandro Bogliolo:
“Imparare a programmare è spesso più vicino al gioco che allo studio.”
E questo vale soprattutto quando si fallisce insieme, perché gli insuccessi diventano storie che rafforzano la fiducia nei tentativi futuri.
Domande assurde, risposte sorprendenti: “Papà, possiamo programmare un tostapane?”
Nel coding per ragazzi non esistono domande stupide. Anzi, spesso sono proprio le domande più assurde a generare le idee migliori. Mio figlio una volta mi ha chiesto: “Papà, possiamo programmare un tostapane?” Dopo la risata iniziale, ci siamo messi a cercare su Internet e abbiamo scoperto che, con Arduino e un po’ di creatività, si può davvero automatizzare (quasi) tutto.
Questa apertura mentale, questo pensiero divergente, è una delle competenze più preziose che il coding sviluppa nei giovani. Nessuna domanda è troppo strana: ogni curiosità è un punto di partenza per imparare.
Colpo di scena: anche i genitori possono imparare dai figli
Una delle sorprese più belle? Scoprire che spesso sono i figli a insegnare ai genitori. Quando abbiamo programmato insieme un bot che nel gioco inviava pizze virtuali ai compagni, ho imparato più io da loro che il contrario. I ragazzi hanno una naturalezza con i linguaggi di programmazione più usati come Python o JavaScript che spesso noi adulti fatichiamo a raggiungere.
Il coding abbatte i ruoli tradizionali: chi insegna chi? La risposta è “entrambi”, e questo rafforza il legame e la fiducia reciproca.
Imparare un linguaggio di programmazione è come insegnare a un pappagallo a parlare
Quando mi chiedono quanto sia difficile imparare un linguaggio di programmazione per giovani, uso sempre questa analogia: è come insegnare a un pappagallo a parlare. Serve pazienza, tanta ripetizione e qualche “seme” di premio (magari una fetta di pizza!). Con strumenti come Scratch, Blockly o Python, ogni piccolo progresso è una conquista da celebrare insieme.
Ricordate: inserire la dimensione ludica nell’apprendimento abbatte lo stress e consolida le competenze, anche quelle “soft” come la collaborazione e la resilienza. E se qualcosa va storto? Si ride, si riprova, e si cresce insieme.

4. Strumenti, Libri & Corsi: La Bussola per Genitori Smarriti (e anche per i Ragazzi)
Quando ho iniziato a cercare corsi di coding per principianti per la mia famiglia, mi sono sentito un po’ perso: troppe opzioni, livelli diversi, e la paura di scegliere qualcosa di troppo difficile o poco stimolante. Negli ultimi anni, però, l’offerta gratuita e di qualità è cresciuta tantissimo, soprattutto dal 2022 in poi. Ecco la mia raccolta aggiornata e testata di risorse di coding per bambini e genitori, perfetta per chi vuole un’introduzione al coding per famiglie senza stress.
Piattaforme per tutte le età: Scratch, Code.org e Khan Academy
Se dovessi consigliare un punto di partenza sicuro, direi senza dubbio: Scratch, Code.org e Khan Academy. Sono piattaforme che abbiamo provato in casa (anche con amici e cugini di età diverse) e che restano certezze, aggiornandosi ogni anno con nuovi contenuti.
- Scratch: Il re dei linguaggi di programmazione semplici per bambini. Qui si programma con blocchi colorati, si creano storie, giochi e animazioni. Perfetto dai 7 anni in su.
- Code.org: Offre percorsi guidati per ogni livello, con attività da fare anche in famiglia. L’interfaccia è intuitiva e c’è una sezione dedicata ai genitori. Consigliatissimo per chi vuole imparare insieme ai figli.
- Khan Academy: Ottimo per i ragazzi delle medie e superiori. Propone tutorial interattivi su JavaScript, HTML/CSS e SQL. Qui si passa dai blocchi al testo, ma sempre con spiegazioni semplici.
Libri da Divano: Hello Ruby & Coding Games in Python
Non c’è niente di meglio che imparare insieme, magari sul divano tra pop-corn e coperte. Due libri che ci hanno conquistato:
- Hello Ruby di Linda Liukas: Un viaggio nel mondo del pensiero computazionale, raccontato come una favola. Adatto anche ai più piccoli, stimola la curiosità e la creatività.
- Coding Games in Python di DK Children: Perfetto per chi vuole avvicinarsi a Python, uno dei linguaggi di programmazione per bambini più richiesti. Le istruzioni sono chiare, i progetti sono divertenti e adatti a tutta la famiglia.
Corsi Online per Principianti: Attenzione alla Qualità!
La scelta di corsi di coding per principianti online è davvero ampia: YouTube, Udemy, Coursera (oltre 30 corsi in italiano solo nell’ultimo anno!). Ma attenzione: un corso troppo difficile può demotivare subito. Nella nostra esperienza, i corsi migliori sono quelli che:
- Partono dalle basi e spiegano ogni passaggio.
- Propongono esercizi pratici e progetti reali.
- Hanno una community attiva o un gruppo di supporto.
Un consiglio: prima di acquistare, guardate le anteprime gratuite e leggete le recensioni di altri genitori e ragazzi.
Siti Autorevoli per Monitorare i Trend
Per restare aggiornati sulle novità e sui linguaggi di programmazione semplici più richiesti, io mi affido a due fonti:
- GeekAndJob: Per capire quali competenze sono più richieste nel mondo del lavoro tech.
- Behind: Un portale italiano che raccoglie risorse, eventi e corsi di coding per famiglie e ragazzi.
“La varietà delle risorse online permette a ogni studente di trovare la propria strada.” — Andrea Ciucci
Risorse Gratuite che Meritano
- Code.org: Percorsi guidati, giochi e attività da fare in famiglia, tutto gratis.
- Beehind: Sezione italiana aggiornata con materiali, guide e consigli per genitori e ragazzi.
Un Trucco da Insider: Newsletter, Gruppi e Community
Per non perdersi tra le mille novità, iscrivetevi a newsletter tematiche (come quella di Behind) e cercate gruppi Facebook o community online: spesso rispondono in tempo reale a dubbi e domande. Così il coding diventa davvero un’avventura condivisa!
5. Come Scegliere il Linguaggio Giusto: Tra Scuola, Hobby e Sogni Futuri
Quando mi chiedono quali siano i linguaggi di programmazione consigliati per iniziare, la mia risposta è sempre la stessa: “Dipende da chi sei e da cosa ti appassiona”. In questi anni, nei miei laboratori, ho visto più di dieci tipi di linguaggi testati da studenti di ogni età, e la verità è che non esiste un linguaggio ideale per tutti. La scelta consapevole passa dall’esperienza pratica e dalla possibilità di cambiare direzione senza sensi di colpa.
Cosa valutare: età, obiettivi, passioni
Il primo passo è guardare alla persona che vuole imparare a programmare: quanti anni ha? Cosa sogna di fare? Quali sono i suoi hobby?
- Per i più piccoli (6-11 anni): consiglio di iniziare con linguaggi block-based come Scratch o Blockly. Sono visivi, intuitivi e perfetti per chi ama i giochi e le storie animate.
- Per chi vuole creare app o siti web: Python e JavaScript sono i migliori linguaggi programmazione 2025 secondo le tendenze di mercato. Python è semplice e potente, JavaScript è la chiave per lo sviluppo web.
- Per chi sogna videogiochi: Unity con C# o Godot con GDScript sono ottimi punti di partenza.
Ricordate: la motivazione personale è la principale variabile. Se un progetto incuriosisce, anche il linguaggio più difficile diventa una sfida divertente.
Le scelte del mercato: linguaggi di programmazione più richiesti
Se guardiamo alle tendenze del lavoro, le aziende nel 2025 cercano soprattutto:
- Python (versatilità, intelligenza artificiale, sviluppo web e app)
- JavaScript (frontend e backend web, sviluppo app con framework come React Native)
- Java e Kotlin (sviluppo app Android)
- Swift (sviluppo app iOS)
Secondo una recente analisi (Nextre), dal 2022 le iniziative scolastiche di coding sono aumentate del 30% nelle scuole italiane, e Python continua a essere il linguaggio più adottato nei corsi per ragazzi.
E se si sbaglia linguaggio all’inizio?
Qui voglio rassicurare genitori e ragazzi: nessun dramma. Ogni errore avvicina al linguaggio perfetto per sé. Cambiare idea è normale e sano. Nei miei laboratori, molti studenti hanno iniziato con Scratch, poi sono passati a Python, qualcuno ha provato HTML/CSS e altri si sono innamorati di JavaScript. L’importante è non annoiarsi e mantenere viva la curiosità.
“Il miglior linguaggio è quello che ti fa venir voglia di non smettere più di programmare.” — Massimo Banzi
Curiosità: coding a scuola, una realtà in crescita
Forse non tutti sanno che alcune scuole italiane stanno sperimentando progetti di coding curricolare già dalla primaria. Dal 2022, il coding è entrato nei curricoli di oltre il 30% delle scuole, spesso con linguaggi block-based e Python. Questo significa che i ragazzi possono sperimentare diversi linguaggi già tra i banchi, senza pressioni e con la guida degli insegnanti.
Il segreto: alternare sperimentazione e obiettivi realistici
Il mio consiglio? Meglio saltare da un linguaggio all’altro che annoiarsi. La programmazione per principianti deve essere un viaggio di scoperta. Sperimentate, cambiate, tornate indietro. Ogni linguaggio imparato vi darà strumenti utili per il prossimo progetto.
Wild card: scegliete in base ai progetti che vi incuriosiscono
Non fatevi influenzare troppo da quello che “dicono tutti”. La vera chiave è scegliere in base a ciò che vi appassiona. Se vi piace il web, provate HTML, CSS e JavaScript. Se sognate di costruire un robot, Python e Arduino sono ottimi punti di partenza. La passione è il miglior carburante per imparare davvero.

6. Errori, Ansie e… Successi: Socializzare le Vittorie (e le Figuracce)
Quando abbiamo deciso di iniziare il nostro viaggio nel coding per ragazzi, pensavo che, da genitore, avrei dovuto essere sempre un passo avanti. Spoiler: impossibile! Mio figlio impara a una velocità incredibile, soprattutto con i linguaggi di programmazione semplici come Scratch o Python. E sapete una cosa? Va benissimo così. Il mio ruolo non è quello di “sapere tutto”, ma di essere presente, di ascoltare e, soprattutto, di condividere ogni passo – vittorie e figuracce comprese.
Gestire gli Errori: Il Potere della Condivisione
All’inizio, l’ansia di sbagliare era tanta, sia per me che per mio figlio. Ma ho imparato che nel coding per famiglie l’errore è parte del gioco. Anzi, è fondamentale! Ogni bug, ogni programma che non parte, ogni errore di sintassi è un’occasione per imparare qualcosa di nuovo. E qui entra in gioco il supporto sociale: condividere i nostri errori con altri genitori e ragazzi, sia dal vivo che online, ci ha aiutato a non sentirci mai soli.
- Gruppi Facebook dedicati al coding per ragazzi sono pieni di consigli pratici e storie di errori buffi.
- Forum e community come Stack Overflow Kids o Scratch Italia sono perfetti per chiedere aiuto e confrontarsi.
- Abbiamo creato un diario digitale dove annotiamo ogni “figuraccia” e ogni successo: rivedere i progressi rafforza l’autostima di tutti.
“Non aver paura di essere l’ultimo: nel coding, chi chiede aiuto è destinato a diventare il migliore.” — Paola Mattioli
Ansie da Prestazione? Normalissime!
Le mie ansie più grandi? Temere di non stare al passo con altri genitori, o di perdere il filo quando i ragazzi parlano di linguaggi di programmazione per genitori che non conosco. Ma ho imparato che la vera forza sta nel chiedere aiuto e nel confrontarsi. Online, nessuno giudica: tutti sono passati per le stesse difficoltà. E spesso, proprio chi si sente “indietro” trova la soluzione più creativa!
La Gara del Bug Più Buffo
Per rendere tutto più leggero, nella nostra coding family (siamo in cinque, tra genitori e figli), ogni settimana organizziamo una gara: chi trova l’errore più assurdo vince una piccola ricompensa. L’ultima volta ha vinto mio figlio: aveva programmato un semaforo che restava sempre rosso, anche quando il codice sembrava perfetto! Abbiamo riso tantissimo e, insieme, abbiamo trovato il bug.
Festeggiare i Successi (Piccoli e Grandi)
Ogni traguardo, anche il più piccolo, merita di essere celebrato. Ecco alcuni modi che usiamo per socializzare le vittorie:
- Scattiamo una foto ogni volta che un progetto funziona e la aggiungiamo al nostro diario digitale.
- Scriviamo un breve racconto di cosa abbiamo imparato, così da poterlo rileggere nei momenti di dubbio.
- Quando un progetto importante va a buon fine, festeggiamo con una pizza insieme agli amici del corso di coding.
Il Coding Come Sport di Squadra
Una delle lezioni più importanti che ho imparato è che il coding per ragazzi non è una gara a chi arriva primo, ma un vero sport di squadra. Ognuno aiuta l’altro, nessuno si sente “ultimo della classe”. Il supporto tra pari, sia in famiglia che nelle community online, è fondamentale per non arrendersi ai primi ostacoli. La condivisione degli insuccessi abbatte il tabù dell’errore e crea una comunità dove tutti crescono insieme.
In fondo, l’introduzione al coding per famiglie è un viaggio fatto di errori, ansie e successi condivisi. E ogni passo, anche quello più buffo, è un mattoncino verso un futuro digitale più consapevole e sereno.
7. Conclusione: Il Futuro del Coding Inizia Oggi (anche Se con un Po’ di Confusione)
Ripensando al viaggio che abbiamo fatto insieme in questa guida, mi rendo conto che la vera conquista non è la perfezione delle righe di codice, ma l’entusiasmo condiviso tra genitori e ragazzi. Quando si parla di introduzione al coding, spesso si immagina un percorso lineare, fatto di tappe ben definite e risultati immediati. In realtà, il coding è un’avventura fatta di piccoli passi, tentativi, errori e, soprattutto, tanta curiosità. E va bene così: ogni inizio, anche caotico, può diventare una storia di successo.
Oggi più che mai, il coding è una competenza trasversale, una sorta di nuova alfabetizzazione del XXI secolo. Non serve per diventare tutti informatici, ma per imparare a capire il mondo che ci circonda, per innovare e per sviluppare resilienza, perseveranza e senso critico. Saper leggere e scrivere codice non significa solo programmare computer, ma anche allenare la mente a risolvere problemi, a ragionare in modo logico e creativo, a collaborare con gli altri.
Nel 2025 ci sono più di 25 linguaggi di programmazione diffusi e, probabilmente, tra vent’anni saranno cambiati ancora. Ma ciò che conta davvero non è da dove si parte, né quale sia il linguaggio di programmazione più richiesto oggi: ciò che fa la differenza è la capacità di cambiare, adattarsi e non fermarsi mai. Come diceva Alvin Toffler:
“Il futuro appartiene a chi sa imparare, disimparare e reimparare.”
Questa è la promessa che mi sento di fare a chiunque inizi questo percorso: anche se tra vent’anni tutto sarà diverso, la voglia di imparare farà sempre la differenza. Il coding insegna proprio questo: non esistono errori, solo nuove occasioni per capire meglio e crescere insieme. E se c’è una cosa che ho imparato come genitore, è che l’apprendimento collaborativo rafforza il legame familiare: imparare insieme, aiutarsi a vicenda, festeggiare i piccoli traguardi, rende tutto più speciale.
Un invito che mi sento di fare a tutti, grandi e piccoli: documentate la vostra esperienza. Scrivete un diario, fate foto, condividete le vostre scoperte e, soprattutto, non abbiate paura di chiedere aiuto. Il mondo del coding è pieno di persone pronte a dare una mano, senza giudicare. E ricordate: nessuno nasce programmatore, ma tutti possono diventarlo. Se siete riusciti a sopravvivere ai gruppi WhatsApp della scuola, potete tranquillamente affrontare anche i linguaggi di programmazione!
Per chi vuole continuare a imparare, ci sono tantissimi gruppi e forum online dove scambiarsi consigli, risolvere dubbi e trovare ispirazione. Da Stack Overflow a Reddit LearnProgramming, passando per le community italiane come HTML.it Forum, nessuno vi giudicherà se fate domande “da principianti”. Anzi, spesso le domande più semplici sono quelle che aiutano di più a crescere.
In conclusione, il futuro del coding inizia oggi, anche se con un po’ di confusione. Ma non lasciatevi scoraggiare: ciò che conta non è la meta, ma la voglia di non fermarsi mai. Ogni riga di codice scritta insieme, ogni errore superato, ogni risata davanti a uno schermo sono mattoni che costruiscono non solo competenze, ma anche ricordi e legami familiari. Il coding è un percorso, e il bello è che non si smette mai di imparare.
TL;DR: Se vuoi far avvicinare ragazzi e genitori al coding senza ansie, punta su linguaggi semplici e risorse coinvolgenti, evita il perfezionismo e lascia spazio alla curiosità: non sarà mai una partenza perfetta, ma sarà (quasi sicuramente) un viaggio entusiasmante.